Lagarde: “Non è compito della Bce ridurre lo spread”

“We are not here to close spreads, there are other tools and other actors to deal with these issues”. Con queste parole, giovedì pomeriggio, Christine Lagarde, presidente della BCE, affermava in conferenza stampa che non è compito della BCE ridurre lo spread, in merito alla situazione economica che si sta riflettendo sull’Italia a causa dell’emergenza Coronavirus. Una dichiarazione che arrivava contemporaneamente alla pubblicazione del bollettino della Protezione civile italiana che portava a quota 12.462 i contagi nello stivale e a più di 1000 i morti per Covid-19.

La BCE e la difesa dell’eurozona

Secondo Lagarde, l’accorciamento dello spread non è compito della BCE e una dichiarazione di questo tipo comporta indirettamente una possibile limitazione in futuro dell’intervento della maggiore istituzione monetaria dell’Unione Europea nel contrastare l’avanzata del Coronavirus e apre le porte agli investitori che volessero scommettere liberamente contro l’Italia e contro gli altri Stati periferici.
In questo senso, in periodo di crisi – quale si prospetta quello da qui a qualche mese – potrebbe accadere che gli investitori si allontanino dai Paesi che ritengono a rischio di bancarotta spostando il proprio denaro in Paesi che ritengono più sicuri da un punto di vista economico. Questo provocherebbe un aumento del tasso di interesse da parte dello Stato in crisi per “convincere” gli investitori ad acquistare i propri titoli generando, di conseguenza, squilibri nell’Eurozona.

L’immediata reazione dei mercati

In poche ore, lo spread è aumentato di circa 60 punti, bruciando miliardi di euro dei contribuenti, e Milano ha chiuso a quasi -17%. Una reazione forte e probabilmente inaspettata da parte di chi nel 2012 si era affidato alle parole di Mario Draghi e del suo, ormai rinomato, “whatever it takes” che salvò l’Italia dal baratro.

La reazione del Quirinale

Non è tardata ad arrivare la reazione ferma del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella che, alla notizia delle affermazioni di Lagarde, ha affermato in una nota: “l’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del Coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi – ha aggiunto – a buon diritto, quantomeno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possano ostacolarne l’azione”

Non sono mancate neppure le posizioni dei due leader dei due partiti sovranisti in Italia. Da una parte Matteo Salvini chiede le dimissioni di Lagarde, accusandola di aver bruciato centinaia di miliardi di euro dei risparmiatori, mentre Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, non fa sconti: “Atto cinico e ignobile contro l’Italia”.

La correzione

Lagarde è intervenuta poi in una nuova conferenza stampa con la CNBC, durante la ha chiarito che “spread troppo alti danneggiano la trasmissione delle politiche monetarie” e “la BCE è fermamente intenzionata a bloccare qualsiasi forma di frammentazione dell’Eurozona”. Affermazioni che hanno tranquillizzato i mercati: ieri mattina lo spread si è stabilizzato e gli indici della borsa italiana in recupero, tanto che Milano, nel tardo pomeriggio, ha chiuso con un +7,12 %.

L’eredità di Draghi

Quella che Lagarde ha raccolto il 1° novembre del 2019 è l’eredità di Mario Draghi, ex presidente della BCE che nel momento di massima crisi economica dell’Unione Europea e di non contenimento dello spread da parte del governo italiano guidato da Mario Monti, disse, in sostanza, che preservare l’euro significava aiutare Italia e Spagna nel ridurre lo spread attraverso l’acquisto di titoli di Stato. Non ci fu bisogno di avventurarsi in grandi progetti di acquisto, in quanto la rassicurazione del Presidente della BCE fu sufficiente per far terminare le “scommesse” contro il debito italiano, investendo sulla base della previsione dell’alzamento dello spread.

Il Coronavirus si espande in Europa

Proprio giovedì pomeriggio si è palesata l’inarrestabile avanzata del Covid-19 anche in altri Stati europei, fino a quel momento marginalmente colpiti: in Germania e in Spagna si sono superati i 2000 casi accertati, mentre in Francia i casi sono oltre 3600. Il presidente francese Emmanuel Macron, giovedì sera ha dichiarato la chiusura di tutti gli istituti scolastici francesi a partire da lunedì 16, prendendo una posizione forte nel contrasto all’epidemia.

Vincenzo Gugliotta

Autore dell'articolo: LabEuropa

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