Maratona #World Against Covid-19

Lo scorso 4 maggio è iniziata una maratona per la raccolta fondi “World Against Covid 19”. Questa è la risposta più forte alla richiesta dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha lanciato un appello insieme ad un gruppo di esperti operanti nel campo della salute: unire i fondi, unire le forze per trovare un vaccino in grado di sconfiggere il virus e di garantire lo sviluppo collaborativo e la disponibilità universale di vaccini e di strumenti diagnostici e terapeutici.

Raccolti 7,4 miliardi con la maratona


 L’Unione Europea ha risposto forte e chiaro. Infatti, la Commissione ha registrato impegni di finanziamento da tutto il mondo per un valore di 7,4 miliardi di euro. 1,4 miliardi di euro raccolti dalla Commissione stessa.
Il risultato sfiora l’obiettivo iniziale di 7,5 miliardi di euro, e costituisce un ottimo punto di partenza per la maratona mondiale di raccolta fondi che prende avvio e si spera possa incrementarsi via via prima del vertice mondiale sui vaccini organizzato da Gavi, in programma per il 4 giugno.
Il vertice mondiale sui vaccini organizzato da Gavi, in programma per il 4 giugno, mobiliterà ulteriori risorse affinché le generazioni future possano essere protette grazie ai vaccini. Il mondo fa affidamento su Gavi per renderli disponibili ovunque; l’esito del suo rifinanziamento sarà dunque cruciale per il successo della Risposta globale al coronavirus.

La Presidente Von der Leyen: questo è solo l’inizio

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Oggi il mondo ha dato prova di un’unità straordinaria in nome del bene comune. Governi e organizzazioni sanitarie mondiali hanno unito le forze contro il coronavirus. Con un impegno del genere siamo sulla buona strada per sviluppare, produrre e distribuire un vaccino per tutti, ma questo è solo l’inizio. Dobbiamo persistere nei nostri sforzi ed essere pronti a contribuire in modo ancor più significativo.  Un vaccino è “la nostra migliore possibilità collettiva di sconfiggere il virus, credo che il 4 maggio 2020 rappresenti una svolta nella nostra lotta contro il coronavirus.”

Il principale obiettivo lanciato dai partner mondiali nel mondo della sanità è quello di arrivare ad un accesso universale con prezzi che garantiscano appunto un accesso comune alle future “armi” contro il covid-19 per vincere la battaglia. La Commissione propone un quadro lavorativo di risposta globale dell’ ATC-Accelerator, che sia rinnovabile nel tempo in un periodo che comprende due anni a volta.

La ricerca di un bene comune che non sia una competizione tra paesi

Dal canto loro Francia e Germania verseranno alla causa rispettivamente 500 e 525 milioni di euro rispettivamente, mentre l’Italia mediante le parole del presidente Conte dichiara di essere pronta a contribuire con 140 milioni di euro. Infine la Spagna ha assicurato un sostegno di 120 milioni di euro.
Anche la cancelliera Merkel ha sostenuto la raccolta fondi dichiarando che la pandemia è una sfida che si può vincere a livello globale solo se ci impegna tutti insieme per sviluppare vaccini e trattamenti sanitari. Dichiarazioni rafforzate dal convalescente Primo Ministro inglese nonché neo-papà Boris Johnson, che ribadisce inoltre: la ricerca e la produzione del vaccino non deve essere una competizione tra i vari paesi del mondo.

 A questo coro di solidarietà ha fatto eco l’appello del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres che ha chiesto che il vaccino sia un bene comune dell’umanità, considerando che nessuno di noi è al sicuro finché non troveremo una cura al Covid.
Ma la maratona di donazioni è stata snobbata da Washington, data l’aperta ostilità di Donald Trump nei confronti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: gli Usa lavorano da soli per arrivare a un vaccino entro la fine dell’anno, fa sapere la Casa Bianca.
Le raccolte fondi globali sono sempre state un ottimo punto di solidarietà globale. Basti pensare alla raccolta fondi per L’AIDS in Africa affrontata con un colossale concerto in Inghilterra negli anni ottanta.
Il mostro del coronavirus non ci permette lo stare insieme in senso stretto, ma possiamo stare insieme in senso lato, contribuendo tutti noi dagli Stati, alle organizzazioni, al cittadino nel suo piccolo alla lotta contro lo spettro che è sceso sul mondo intero e ha congelato tutto.
Il futuro che verrà sarà diverso, dal presente a cui eravamo abituati, ma dobbiamo alle prossime generazioni e all’umanità intera un vaccino in grado di consentirci ancora la Vita come eravamo abituati a viverla, forse con qualche piccola modifica o riflessione. Ma la Vita, è quella che deve tornare, che dobbiamo riprenderci.

Rossi, Statera, Flores, Stortini.

Autore dell'articolo: LabEuropa

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