Covid-19: uniti nella difesa e nella sicurezza

Josep Borrell

“Per omnia asperrima”: attraverso qualsiasi difficoltà. Nell’immaginario comune gli uomini e le donne che appartengono alle forze armate sono valorosi e pronti ad affrontare qualsiasi nemico. Ma quando l’avversario è invisibile, cosa accade? Il Covid-19 infatti è microscopico, impercettibile all’occhio umano. I Ministri della Difesa dell’UE si sono riuniti in video conferenza il 12 maggio per discutere delle implicazioni in termini di sicurezza e difesa durante la pandemia di Covid-19.

I principali punti della video conferenza

La video conferenza è stata presieduta dall’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. Sull’impatto della pandemia, Borrell ha dichiarato che: “the Covid-19 pandemic will very likely deteriorate our security environment in the years to come, which only increases the need for stronger EU security and defence”. Nel corso dell’incontro i ministri si sono focalizzati sul ruolo cruciale svolto dalle forze armate nel sostenere gli attori civili e nel fornire sostegno transfrontaliero tra gli Stati membri.

A tal proposito, in un comunicato rilasciato dal Ministero della Difesa italiano il 20 aprile, emerge che 45 mila uomini e donne delle forze armate erano impegnati in tutto il territorio nazionale assieme alla Protezione Civile e al Ministero della Salute nella lotta al Covid-19. Durante il dibattito, i ministri hanno convenuto sul fatto che, pur rispettando la sicurezza del personale schierato, sarebbe opportuno che l’UE continuasse “a fare tutto il possibile per mantenere la presenza operativa sul territorio delle sue missioni e operazioni di Common Security e Defence Policy”. Inoltre, i ministri della difesa hanno evidenziato l’importanza di implementare la preparazione e la resilienza per il futuro attraverso “exercises, strengthening work on cybersecurity and countering hybrid threats including enhancing efforts to counter disinformation”.

Le lezioni che il Covid-19 ha dato sulla sicurezza e la difesa dell’UE

Sono 5 gli insegnamenti chiave apprese durante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Queste cinque chiavi sono connesse e cinque aree che riguardano “la solidarietà, la ricettività, la preparazione, la capacità e la partnership”. Uno dei punti tratti sul piano della solidarietà è che “le forze armate degli Stati membri dell’UE si aiutano a vicenda”. Questo dato è motivante e rassicurante in questo grave periodo di crisi. Oltre ad essere una regola d’oro anche per il futuro. Sul piano della responsiveness spicca tra i suoi punti il “monitoraggio dell’impatto sulla sicurezza e sulla stabilità oltre i confini dell’UE, come il terrorismo, ad esempio nel Sahel”. L’UE infatti continua ad operare oltre i suoi confini. A tal proposito, le missioni dell’Unione Europea nel Sahel e in Niger sono volte a dare un supporto alle autorità locali attraverso la fornitura di attrezzature e la sensibilizzazione. “Improving the protection of the EU’s internal information and communication networks” è invece uno dei punti che rientra nell’area della preparazione. Per quanto riguarda il campo della capacità è emerso l’elemento relativo i progetti PESCO (cooperazione strutturata permanente): “in grado di generare progetti collaborativi per migliorare la preparazione e la resilienza dell’Unione”. Infine, “dialogue and cooperation with all international partners to cope with the pandemic” è uno dei punti chiave della partnership. Infatti, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace Jean-Pierre Lacroix hanno preso parte alla video conferenza dei ministri della difesa del 12 maggio 2020.
Come ha detto Giuseppe Ungaretti: “La metà è partire”.

Rebecca Menegollo

Autore dell'articolo: LabEuropa

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