Discorso sullo stato dell’Unione 2020: l’Europa del futuro

EP Plenary session – State of the Union

La Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha dato oggi di fronte al Parlamento europeo riunito a Bruxelles l’annuale discorso sullo stato dell’Unione. C’era molta attesa per questo momento, trattandosi del primo SOTEU dall’insediamento della nuova Commissione e di un discorso che si inserisce in un contesto europeo profondamente mutato dalla pandemia.

Covid-19: una fragilità da sfruttare

Proprio l’emergenza sanitaria è stata infatti il punto di partenza del discorso sullo stato dell’Unione 2020. Secondo la Presidente, è necessario sfruttare questo momento per uscire dalla “fragilità” in cui si è trovata nei mesi scorsi l’Unione per ritrovare una nuova “vitalità”: “gli europei vogliono uscire da questo mondo del coronavirus, da questa fragilità, fuori da questa incertezza” perché “sono pronti per un cambiamento e sono pronti ad andare avanti”. Nel ribadire il ruolo fondamentale che le istituzioni europee hanno avuto durante questi mesi, da un lato favorendo la produzione di dispositivi di protezione individuale, di test e di ventilatori e dall’altro lato assicurandosi che tali beni arrivassero nelle regioni più colpite, contrastando così un nazionalismo sanitario che aveva inizialmente portato a mantenere questi prodotti entro i confini nazionali, la Presidente ha invitato a costruire un Unione della sanità. Allo stesso tempo ha anticipato che la Commissione lavorerà con il Governo Conte per organizzare una conferenza globale sulla sanità, da tenere in Italia, a cui spetta la prossima presidenza del G20.

Le linee strategiche: ambiente e digitalizzazione

La vitalità auspicata dalla Von der Leyen passa anche per le grandi linee strategiche di questa Commissione, che si confermano essere la tutela dell’ambiente e la digitalizzazione.

Von der Leyen ribadisce l’obiettivo di diventare il primo continente “climate-neutral” entro il 2050, specificando: Sappiamo che è necessario il cambiamento e sappiamo che è possibile. Il Green Deal è il nostro piano per realizzare questa trasformazione. Abbiamo condotto una valutazione di impatto approfondita e su questa base e la Commissione propone di aumentare gli obiettivi del 2030 per la riduzione delle emissioni per almeno il 55%”. Inoltre il 37% dei fondi previsti dal Next Generation EU (Recovery Fund) saranno utilizzati nel quadro del Green Deal.

Il 20% del Next Generation EU sarà invece destinato per investire nel digitale, concentrandosi su 3 elementi: la protezione di dati personali e un migliore sfruttamento di dati aziendali; investimenti nell’industria tecnologia europea, con particolare riguardo all’intelligenza artificiale; e investimenti in infrastrutture. Von der Leyen vuole così assicurare la “sovranità digitale dell’Europa” e stabilire “un’identità digitale sicura”.

L’Unione europea nel mondo

Durante il discorso la Presidente della Commissione si è anche soffermata su tematiche di politica internazionale. Di particolare rilievo sono state le affermazioni sulla Cina, definita sia come “partner economico” che come “rivale sistemico”. Secondo la Presidente, la forma di governo autocratica cinese non sarà mai compatibile con l’identità europea. Anche gli obiettivi commerciali dovranno essere valutati alla luce del rispetto dei diritti umani fondamentali. A tal fine sarà anche necessario rivitalizzare l’alleanza transatlantica e, indipendentemente dall’esito delle elezioni americane, favorire “un nuovo inizio tra vecchi amici”.
Fra le sfide menzionate c’è anche quella relativa alla Brexit, oramai alle porte pur essendo un’intesa ancora lontana. Citando le parole di Margaret Thatcher, Von der Leyen invita il Regno Unito a non rinnegare i trattati conclusi negli ultimi 3 anni, essendo “la fiducia alla base delle relazioni”.

Von der Leyen ha concluso il discorso ribadendo le opportunità uniche che si presentano grazie al Next Generation EU. E’ ora compito delle istituzioni europee e dei governi nazionali lavorare per le nuove generazioni con quel coraggio e quell’inventiva che caratterizzano gli europei.

Non a caso l’immagine che per Von der Leyen racchiude al meglio gli ultimi mesi è quella di Carola e Vittoria, ragazze liguri che in piena quarantena si allenavano a tennis sui tetti delle loro case.

Giulio Michele Girardelli

Autore dell'articolo: LabEuropa

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