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Terrorismo online: il PE approva il nuovo regolamento

Il 28 aprile 2021 il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo “Regolamento sul Terrorismo” (TERREG) volto a contrastare la diffusione di contenuti terroristici online. Si tratta di una proposta legislativa volta a contrastare l’uso improprio dei servizi di hosting su internet a fini terroristici.
La comunicazione online ha abbattuto i confini degli Stati, agevolando l’attività terroristica nel diffondere l’estremismo e le relative propagande. Da qui la necessità per i Paesi dell’UE di collaborare al fine di impedire ai terroristi di utilizzare internet per radicalizzare, reclutare, incitare alla violenza, facilitare l’esecuzione di attentati terroristici e pubblicizzare o diffondere in diretta streaming le attività terroristiche.

Cosa prevede la nuova normativa contro il terrorismo online?

Suscettibili di segnalazione saranno tutti i contenuti che incitano, incoraggiano o appoggiano la commissione di reati di terrorismo, impartiscono istruzioni finalizzate alla commissione di tali reati o promuovono la partecipazione nella attività di un gruppo terroristico.
La misura principale prevede che le piattaforme del Web dovranno rimuovere i contenuti identificati come terroristici o disabilitarne l’accesso entro un’ora dalla segnalazione dell’autorità nazionale competente, spetterà poi agli Stati membri adottare norme sulle sanzioni.
Sul piano della responsabilità questo regolamento solleva diverse questioni rilevanti, in primis significa che le piattaforme online saranno responsabili di quello che i propri utenti pubblicano, così come saranno responsabili per l’applicazione tempestiva di quanto pronunciato dalle autorità competenti.
Nel rispetto dei principi dello Stato di diritto, i proprietari delle piattaforme e gli utenti potranno, se lo ritengono opportuno, presentare un reclamo.
Le norme previste verranno applicate nei confronti di tutti i prestatori che offrono servizi nell’UE, anche nel caso in cui si trovassero ad operare all’interno di uno Stato non membro.

Una normativa che minaccia le libertà fondamentali?

Diverse sono le organizzazioni non governative che si sono mobilitate contro questa legge, sollevando quesiti circa la tenuta di alcuni Stati di diritto dell’Unione -come Ungheria e Polonia- e la possibilità che la libertà di espressione venga minacciata.  Le autorità competenti alla segnalazione sono elette direttamente dai rispettivi governi, per molti il rischio è che la normativa venga utilizzata per esercitare una forma di censura nei confronti dell’opposizione, producendo anche effetti su ampia scala. Infatti, la disposizione prevede che le autorità competenti possano operare anche nei confronti degli altri Stati membri.

L’impegno dell’Ue nella lotta al terrorismo

Una volta che la legge verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dovranno passare 12 mesi prima che possa essere applicata.  Secondo il relatore dell’iniziativa, Patryk Jaki, la normativa deve essere considerata un passo fondamentale per contrastare la propaganda terroristica in quanto sono stati previsti “meccanismi efficaci che consentono agli Stati membri di poter agire velocemente”.
Inoltre, le aziende dovranno «pubblicare rapporti annuali di trasparenza su quali azioni hanno intrapreso per fermare la diffusione di contenuti terroristici».
Non si tratta dell’unica misura adottata in materia. In seguito agli attentati terroristici perpetrati dal 2015, l’Unione Europea ha adottato diverse misure per la lotta contro il terrorismo.
Già nel 2015 l’Europol ha istituito un’unità specifica per contrastare la propaganda terroristica su internet: l’unità UE addetta alle segnalazioni su internet (EU IRU).
Benché la responsabilità di combattere il terrorismo e garantire la sicurezza spetti principalmente agli Stati membri, gli attentati terroristici degli ultimi anni hanno sollevato la necessità di un intervento comune nel contribuire alla protezione dei cittadini membri, fornendo strumenti e assistenza a tutti gli Stati UE.

Stefania Baitella

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