2) Covid-19: quali misure nei Paesi europei

La decisione annunciata dalla Presidente della Commissione europea di sospendere Schengen è servita a ricompattare i Paesi UE su una linea comune per contrastare la crisi sanitaria ed economica provocata dalla diffusione del Covid-19. Continua la nostra analisi sulla situazione e sulle misure applicate nei principali Paesi europei.

Finlandia

La Finlandia ha dichiarato lo Stato di emergenza prevedendo la chiusura delle scuole fino al 13 aprile, ma la misura non prevede gli asili anche se la Premier Sanna Marina ha invitato a tenere i bambini a casa ad esclusione dei figli del personale medico e sanitario. Chiusi anche musei, biblioteche, teatri e centri sportivi. I dipendenti pubblici saranno invitati quando possibile a lavorare da casa. Il governo prevede la chiusura immediata dei confini se sarà necessario. Il ministro delle Finanze Katri Kulmuni ha detto che il governo sta preparando uno stanziamento straordinario da 27 miliardi di dollari per l’emergenza. In Finlandia si registrano 272 casi di coronavirus.

Austria

L’intera Austria ha scelto la strada del lockdown: uscite ridotte al minimo ed esclusivamente per ragioni di stringente necessità; apertura delle sole attività essenziali e chiusura dei confini con fortissime limitazioni agli spostamenti, anche interni al Paese. Vietati gli assembramenti superiori alle cinque persone, chiusi gli esercizi commerciali non necessari, con esclusione di alimentari, farmacie, banche, tabaccherie, distributori di benzina.
Secondo gli ultimi dati i casi confermati in Austria sono 800 e 2 decessi

Belgio

Nella serata del 17 marzo anche il Belgio, centro delle istituzioni europee, ha dichiarato il lockdown. Dalle 12 del 18 marzo fino al 5 aprile la popolazione potrà uscire di casa solo per urgenze, per fare la spesa, andare in farmacia, in banca, alla posta o per fare il pieno. Le attività all’aria aperta saranno consentite ma bisognerà osservare una distanza di un metro e mezzo uno dall’altro. I decessi finora sono 12 (17 marzo).

Danimarca

La Danimarca è stato uno dei primi paesi (11 marzo) a prendere misure seguendo il modello italiano. Chiusura dei confini e delle scuole di ogni genere e grado per due settimane analogamente ai musei e ai teatri.
Sono stati sospesi dal servizio i dipendenti pubblici che non hanno incarichi essenziali. Tra le misure prudenziali approvate la possibilità di sottoporre a ricovero ospedaliero “forzato” gli individui contagiati da Covid-19.
Tutti gli eventi al chiuso con più di 100 persone sono stati cancellati e gli spostamenti all’interno del territorio danese sono stati limitati. Al 13 marzo i contagiati erano 674 senza decessi.

Irlanda

Anche l’Irlanda ha iniziato a prendere i primi provvedimenti per contenere l’emergenza Coronavirus. Da Dublino arrivata la disposizione di chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado, dei college e degli asili per cercare di frenare il contagio. Sono stati cancellati tutti gli eventi pubblici con più di 100 persone all’interno e con più di 500 persone all’esterno. Il 16 marzo pub e bar sono stati chiusi non solo per 40 nuovi casi di Covid-19 ma soprattutto per evitare l’assembramento di persone per la festa di San Patrizio per cui il governo ha invitato i cittadini a non organizzare party privati nelle abitazioni.

Paesi Bassi

Il 16 Marzo il premier dei Paesi Bassi Mark Rutte, nel suo messaggio alla nazione, ha affermato che “l’ipotesi di chiudere completamente il Paese, sebbene possa sembrare un’opzione interessante implicherebbe una chiusura di almeno un anno o anche di più, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe e anche se ciò fosse possibile nella pratica il virus potrebbe semplicemente rialzare di nuovo la testa una volta che le misure fossero state revocate”. Si prospetta così, dopo l’Inghilterra, anche per i Paesi Bassi la “strategia” dell’immunità di gruppo” in un paese dove il totale dei positivi è arrivato a 1.705 (17 marzo) e quello delle vittime sale a 43.

Portogallo

Il Portogallo negli ultimi giorni ha approvato la chiusura delle scuole fino al 9 aprile ed è stata indetta la chiusura dei bar, ma non dei ristoranti e dei centri commerciali che hanno però subito delle restrizioni. Sono stati inoltre vietati i raduni superiori alle 100 persone. Chiusi dal 16 marzo i confini e i collegamenti ferroviari, fluviali e aerei con la Spagna ma il Ministro dell’Amministrazione Interna Eduardo Cabrita ha specificato che restano per ora aperti, con grandi restrizioni, quattro confini nelle regioni del sud e altri cinque a nord solo per la circolazione di veicoli merci, cittadini portoghesi o comunque residenti in Portogallo o in Spagna e del personale diplomatico. Consentito l’accesso per assistenza sanitaria.
Per quanto riguarda la dichiarazione dello stato di emergenza, questa spetta al Presidente della Repubblica sentito il governo e su autorizzazione del Parlamento. 448 casi confermati, attesi i risultati di 323 tamponi, 4.030 i casi sospetti dal 1° gennaio, un morto la situazione nel paese.

Svezia

La Svezia non ha preso provvedimenti restrittivi ma ha annunciato un pacchetto di misure fino a 28/31 miliardi di euro per aiutare le imprese e i loro dipendenti a fare fronte alla crisi provocata dal coronavirus. Il Direttore generale del Consiglio nazionale della sanità svedese ha ammesso che le autorità stanno preparando meccanismi per dare le cure a coloro che hanno maggiori probabilità di sopravvivere. Finora, in Svezia sono state trovate 1.119 persone positive al Covid-19, 7 persone sono morte.

Grecia

Dopo la quarta morte per coronavirus e un totale di 228 dall’inizio dell’epidemia nel paese il governo ha annunciato la chiusura dei propri confini con l’Albania e con la Macedonia del Nord, la sospensione di voli da e per la Spagna e dei servizi di collegamento marittimo con l’Italia.
Dal 16 marzo numero limitato di persone all’interno dei supermercati. Il governo aveva già deciso la chiusura di asili, scuole, università, cinema e palestre fino alla fine di marzo, così come tutti i siti archeologici e i musei statali, cancellati tutti gli eventi pubblici. La popolazione è stata incoraggiata a non uscire e a limitare il più possibile i contatti. Chiusi bar, pub e ristoranti che potranno continuare a operare, ma consegnando a domicilio. Atene ha introdotto misure anche nei sovraffollati campi migranti delle isole dell’Egeo. Tutti i nuovi arrivati vengono accuratamente visitati mentre le strutture saranno regolarmente disinfettate.

Svizzera

2.269 casi confermati, decessi saliti a 25. “La popolazione deve assolutamente seguire le indicazioni delle autorità. Non possiamo stoppare il virus, ma proteggere le persone a rischio”. I divieti imposti ieri dal governo prevedono una sanzione penale fino a tre anni di reclusione per chi – fino al 19 di aprile – non rispetta il divieto di manifestazioni o la chiusura degli esercizi pubblici, come bar e discoteche, ma anche palestre o parrucchieri. Negli spacci di generi alimentari e nelle stazioni di servizio, vanno rispettate le norme igieniche e la distanza tra gli utenti.

Federica Montesion, Simone Mazzoccola

Autore dell'articolo: LabEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *